we are in puglia - Gioia del Colle

Gioia del Colle, città del vino doc "Primitivo di Gioia del Colle" di sua eccellenza il "fiordilatte". Ma anche di Gabriele D'Annunzio, Federico II di Svevia, di Bianca Lancia, di Leggende e dei Peuceti.


Gioia del Colle, del vino doc “Primitivo Gioia del Colle” inconfondibile per il suo carattere forte e robusto.
Gioia del Colle, paese delle mozzarelle e del “fiordilatte”.
Le prime mozzarelle furono prodotte presso le masserie per uso familiare. Successivamente (dagli anni ‘40 del secolo scorso) le mozzarelle e gli altri latticini, prodotti artigianalmente presso i caseifici con il latte delle mucche di razza bruno-alpina allevate nelle masserie gioiesi e della Murgia Barese hanno invaso il mondo.
Non basta una vita per raccontare le evoluzioni e la storia di questo paese fantastico.
Una delle storia è legata al suo aeroporto militare, costruito del 1915, oggi base del 36° stormo dell’aeronautica militare. Da queste piste la notte tra il 4 ed il 5 ottobre 1917, 15 velivoli “caproni” comandati da Gabriele d’Annunzio partirono al buio per distruggere la flotta austro-ungarica ancorata nelle Bocche di Cattaro.
Gioia del Colle, amata da Federico II a tal punto da far ampliare il Castello, al suo ritorno dalle crociate, qui amava soggiornare. Qui sostò la sua salma, che da Foggia dopo i funerali imperiali venne portata a Palermo, dai suoi condottieri. Nel silenzio delle stanze del Castello si può immaginare … le luci delle fiaccole, i suoi uomini tra cui molti arabi, sconfortati per la sua rapida morte, il popolo che gli rende omaggio.
Quel popolo che aveva visto l’Imperatore molte volte cacciare, tra i rigogliosi boschi di cui era pieno questo territorio o di passaggio, nei suoi continui viaggi per la catena fortificata dei suoi castelli di Puglia, Lucania, Calabria e Sicilia.
Leggenda narra che qui l’Imperatore fece rinchiudere la Dama Bianca Lancia, roso dalla gelosia la fece imprigionare nelle segrete di una delle torri, che ora prende il suo nome.
Qui Bianca fece nascere Manfredi, qui in preda alla disperazione per essere stata accusata di infedeltà si recise i seni, che inviò su di un vassoio d’argento all’Imperatore insieme al suo bambino la cui straordinaria somiglianza fisica (e successivamente caratteriale) con il padre, convinse Federico dell’ingiustizia della sua accusa. Nella cella di Bianca, sono stati scolpiti due seni a bassorilievo per ricordare l’accaduto.
Il castello è oggi un luogo estremamente affascinante, grazie anche all’aggiunta di elementi d’arredo in stile medievale quali camini e sedili, decori e camminamenti sicuramente posticci ma eseguiti con gusto e abilità durante i restauri eseguiti fra il 1907 e il 1909.
Le due torri angolari, per quanto molto simili sono di epoche diverse, sono caratterizzate da un bellissimo bugnato di carparo rosso, incorniciato dall’uso di pietra bianca calcarea agli spigoli e intorno alle aperture.
Oggi il Castello è vivo grazie al Museo Nazionale Archeologico di Gioia del Colle.
Nelle sue sale è allestita anche una mostra dei reperti trovati nel Parco Archeologico di Monte Sannace, un grande centro abitato che raggiunse il suo apice (vi sono i resti di ben cinque cinte murarie) fra il VI e III secolo a.c.

Resta purtroppo ignoto l’antico nome della città, sicuramente uno dei centri più importanti dell’antica Peucetia… ma questa è un’altra storia …..

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