Monopoli tra chiese, spiagge e leggende.

Puglia, storia, cultura, vacanze

Sulla strada alberata che da Castellana Grotte porta a Monopoli, si intravedono tra gli ulivi e il mare i campanili di Monopoli. Città portuale sull’adriatico, abitata da sempre, sono state trovate tracce di civiltà paleolitiche. Ha subito molte dominazioni, ma i suoi abitanti, gente fiera e laboriosa, si sono sempre fatti valere, come quando decisero di costruire la caserma degli spagnoli perché non li volevano più nelle loro abitazioni.
Monopoli la città dei tanti conventi e delle chiese spettacolari in barocco Leccese e Napoletano, ma anche delle tante chiese rupestri. Decido di fare un giro nel borgo antico a piedi, dalla grande piazza che qui chiamano il borgo, all’ingresso sulla sinistra la chiesa di San Francesco d’Assisi dal cui campanile nella seconda guerra mondiale la sirena dava l’allarme dei bombardamenti. Il convento attiguo ora è sede del Comune. Proseguo ed arrivo alla Cattedrale della Madonna della Madia.
La cattedrale sorta sulle vestigia di altre due chiese, la prima paleocristiana. Dopo, intorno all’anno, mille la popolazione aumentò e si decise di erigere una chiesa più grande. I lavori però durarono molti anni poiché non si riusciva a trovare il legno per il tetto. Come andò a finire?
……… Leggenda vuole che la notte tra il 15 ed il 16 dicembre del 1117 la Madonna andò in sogno al sacrestano della cattedrale, tale Mercurio, avvisandolo che le travi, tanto agognate dal Vescovo Romualdo, per la costruzione del tetto della Basilica, erano al porto.
Mercurio si recò allora dal Vescovo per ben due volte ma non fu creduto, anzi il prelato lo cacciò in malo modo credendolo ubriaco. Mercurio tornò a casa e sognò nuovamente la Madonna, ma questa volta prima di andare a svegliare il Vescovo Romualdo, andò al porto dove trovò la zattera con la Madonna. Corse subito dal presule mentre le campane iniziarono a suonare mosse dagli angeli. Romualdo accertato l’approdo miracoloso, vestito di abiti pontificali si recò al porto insieme al popolo, svegliato dal suono delle campane.
Sempre secondo la tradizione, l'Icona di Maria, sospesa sulla zattera di trentuno travi, non si lasciò prendere ai due primi tentativi del vescovo Romualdo, per punirlo della sua poca fede.
Solo dopo che per la terza volta la zattera andò verso il largo per poi riavvicinarsi, il Vescovo Romualdo riuscì a prendere l’Icona per portarla in processione fino in chiesa, seguito da tutti gli abitanti di Monopoli e da allora è sull’altare centrale della cattedrale.
Una copia viene portata in processione ed un’altra è posta sul campanile.
Il porto che accolse la zattera con il quadro è adesso parte integrante del centro storico cittadino; sabbiato dai Normanni, all'epoca della loro dominazione.
Sono passati 899 anni da quella notte dell’approdo della Madonna, ma ancora oggi la mattina del 16 dicembre tutti, ma proprio tutti: pescatori, professionisti, medici, anziani,bambini, donne e uomini, proprio tutti sono al porto, che piova o nevichi, che ci sia maestrale o bonaccia, sono tutti lì ad aspettare la Madonna che viene dal mare.
La loro fede in lei è incrollabile, in ogni casa vi è la sua immagine, si racconta che sotto le 100 e passa bombe cadute su Monopoli nella seconda guerra mondiale, non ci fù nessun morto monopolitano. Sotto i bombardamenti morì soltanto una persona…. però era “forestiero”.
Questa festa si ripete anche il 15 agosto per tutti i monopolitani emigrati all’estero che tornato per le vacanze.
Monopoli la città del Castello di Carlo V delle chiese rupestri, delle spiagge con la sabbia finissima e le calette, del Castello di Santo Stefano, ma questa è un'altra storia e la racconterò in seguito.

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