La Città delle Badesse Mitrate e delle ciliegie “ferrovia”

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La Città delle Badesse Mitrate e delle ciliegie “ferrovia”
Tra distese di mandorle e ciliegi in fiore arrivo a Conversano, la città elegante.
Il suo Castello, mi accoglie all’ingresso della città antica, testimone di tempi di gloria e di potere dell’antica Norba. Casa del “Guercio di Puglia”: Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona, conte di Conversano e duca di Nardò (Le)
Detto il "Guercio" a causa del suo occhio strabico, Giangirolamo era considerato dai sudditi un uomo malvagio, vendicativo e, per questo, assai temuto: religioso praticante, (devoto ai SS. Medici Cosma e Damiano che si venerano ad Alberobello), coraggioso e mecenate, contribuì, peraltro a migliorare la vita dei contadini. Anche se oggi sopravvivono cupe leggende su di lui, non sorrette da valide documentazioni, però.
Pare - e non fu l'unico - che si avvalesse dello ius primae noctis, e, tuttora, i conversanesi si dicono tutti figli del conte.
Ancora, si narra che, per esercitazione, sparasse dalla torre del castello alle povere donne intente a prendere l'acqua dai pozzi; o facesse scuoiare i ribelli canonici di Nardò per tappezzare con le loro pelli le poltrone, che, nel casino di caccia di Marchione, potevano vedersi fino ai primi del Novecento.
Percorro i vicoli che mi portano alla cattedrale, in stile romanico pugliese, costruita intorno all’anno 1080 su una precedente cappella dedicata a San Silvestro.
La Cattedrale, come quasi tutti gli edifici medievali, rivolge le sue absidi ad oriente verso la città santa di Gerusalemme.
Come di consueto all'epoca il campanile della cattedrale doveva svettare sopra la città, sia per dimostrare la superiorità della chiesa, sia come simbolo del potere ecclesiastico e vescovile.
Ma il campanile più alto a Conversano non è quello della cattedrale, ma il campanile dell’ ex convento Benedettino delle Badesse Mitrate, un campanile la cui sommità è ricoperta di maioliche bicrome.
Entro nel convento e mi sembra di sentirle queste Badesse, donne potenti, che per secoli hanno esercitato un potere considerato quasi “mostruoso”, che le metteva sullo stesso piano di quello esercitato dai Vescovi e dai Conti.
La prima fù Demeta Paleologo insieme ad altre monache cistercensi arrivò dal Peloponneso e dal Papa Gregorio X fu nominata “Abatissa infulata”.
La badessa, più “potente” fu Donata, sorella di Giangirolamo.
Il loro potere durò cinque secoli, fino al 1810 quando con la bolla "De Ulteriori" di papa Pio VII e con l’ ordine di soppressione di Gioacchino Murat, che in qualità di re di Napoli, emanò il documento "Deleatur hoc monstrum Apuliae", ( venga distrutto questa mostruosità pugliese ).
Seduta ad uno dei tanti bar ai piedi del Castello penso a questa città, alla sua unicità, non esistono né mai sono esistite, tranne che a Conversano, le Badesse Mitrate.
Il proprietario mi dice che a giugno ci sarà la sagra della ciliegia ferrovia, e si potrà degustare anche il gelato.
Penso che qui ci ritorno, il gelato alle mandorle è proprio buono.
Riprendo il mio viaggio, prossima tappa Gioia del Colle, la Gioia di Federico II e di Gabriele d’Annunzio……

 

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